CCNL Sanità 2022-2024. Ceccarelli (Coina): “L’ennesimo triste e drammatico fallimento”

A poche ore dalla cruciale “due giorni” di trattative convocate dall’Aran per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto sanità 2022-2024, il Coina, Sindacato delle Professioni Sanitarie, lancia un’accusa durissima contro l’immobilismo anche dei sindacati di categoria e la fallimentare gestione delle trattative da parte di tutti gli “attori in scena”, alla luce di una svolta tanto attesa che non ci sarà e delle ennesime speranze disattese e ampiamente deluse.
“Questa due giorni sembra più una corsa contro il tempo da parte dell’Aran per chiudere rapidamente una pratica davvero scomoda, piuttosto che un confronto serio e costruttivo – attacca Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del Coina – Il contratto che sta prendendo forma non altro è una scatola drammaticamente vuota: risorse sin dall’inizio esigue, contenuti sterili e nessun reale riconoscimento delle competenze avanzate delle professioni sanitarie. Ancora una volta, le aspettative di centinaia di migliaia di lavoratori sono state tradite”.
“Ma cosa abbiamo davvero in mano? – si domanda Marco Ceccarelli, riassumendo il sentimento di delusione che attraversa i professionisti sanitari di tutta Italia – Infermieri, ostetriche, TSRM e tutte le altre Professioni sanitarie si aspettavano molto di più. Questo contratto lascerà ancora una volta nelle loro mani un pugno di mosche”.
Un contratto sterile, con risorse amaramente insufficienti. Un confuso e affollato calderone dove vengono messi sullo stesso piano professionisti con elevate responsabilità, giunti allo stremo, e dipendenti che, con tutto il rispetto, se ne stanno dietro una scrivania. A quando il tanto atteso contratto separato per le Professioni Sanitarie?
Il Coina denuncia come le proposte avanzate fino ad ora non affrontino i problemi reali del settore. “Le risorse alla base sono inadeguate, le indennità aumentate sono una misura sterile, e l’Aran non ha fatto altro che vendere fumo negli occhi, giocando con percentuali che non corrispondono a un reale miglioramento”, accusa Ceccarelli.
Il nuovo CCNL, secondo il Coina, ignora completamente il riconoscimento delle competenze avanzate, trattando tutte le figure professionali sullo stesso piano senza tenere conto delle responsabilità e dei livelli di specializzazione. “È un contratto che mette tutto e tutti in un unico calderone, un caos che non porta alcuna vera innovazione,” sottolinea Ceccarelli.
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