Diritto di scelta tra libera professione o indennità di esclusività per tutti i professionisti sanitari

Qual è il primo obiettivo di ANPSE per i lavoratori del settore pubblico?

Il primo degli obiettivi che ANPSE si prefigge di ottenere è la parità di diritti tra tutti i professionisti della sanità che operano nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN), così come sancito dall’articolo 3 della Costituzione Italiana, indipendentemente dal fatto che afferiscano al personale del comparto o dell’area dirigenziale del Contratto Collettivo Nazionale Quadro (CCNQ).

Quanto richiesto è dunque l’estensione del diritto di scelta tra esercitare la libera professione o lavorare in regime di esclusività percependo in cambio un riconoscimento economico finalizzato a compensare tale vincolo a tutti i professionisti sanitari il cui esercizio professionale è condizionato al conseguimento di un titolo universitario, all’acquisizione di un titolo all’esercizio della professione, nonché all’iscrizione ai rispettivi albi e ordini e per i quali è prevista autonomia e responsabilità professionale.

Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla discriminazione di Stato che subisci come professionista sanitario e sulla disparità di diritti che la normativa vigente consente tra i professionisti sanitari dirigenti e tutti gli altri professionisti sanitari.

Come si intende raggiungere questo obiettivo?

ANPSE intende ottenere questo risultato per mezzo di un’azione legale. Certo esistono altre strade, come quella di aspettare (la politica, i sindacati, i rinnovi contrattuali, gli ordini, ecc), ma a nostro avviso il tempo di attendere è stato superato. Adesso è ora di passare ai fatti.

Leggi qui sotto l’iter dell’azione legale

  • Si individua uno o più professionisti sanitari soci dell’Associazione che si offre/offrono volontario/i per avviare la causa legale
  • Il socio o i soci che lavorano presso all’Ausl, e che hanno dato la loro disponibilità, inviano una richiesta formale alla propria Asl al fine di richiedere poter ricevere un’indennità di esclusività oppure di svolgere la libera al pari dei professionisti sanitari dirigenti
  • L’Asl risponderà negativamente, sostenendo che lei non può decidere autonomamente, ma che è subordinata a quanto previsto dalla legge, rifiutando quindi tale richiesta
  • Gli avvocati possono impugnare la risposta dell’Asl, affermando che tale disparità di diritti non è costituzionale, e portarla in tribunale davanti ad un giudice
  • Il giudice analizzerà il tutto ed emetterà una sentenza: se la sentenza sarà a nostro favore, il giudice si troverà d’accordo sul fatto che la normativa vigente determina una disparità di diritti che non è costituzionalmente accettabile. Tuttavia, essendo tale specifico caso un caso relativo ad un tema di costituzionalità, non spetterà a lui dare una sentenza definitiva, ma spetterà ad un secondo livello di giudizio, che si occupa specificatamente di costituzionalità.

Azione legale: domanda depositata all’AUSL⚖🚀📝

Gli avvocati dell’Associazione hanno formalmente depositato presso l’Ausl di appartenenza del loro assistito, socio ANPSE, la domanda di poter svolger libera professione. Si è quindi conclusa la prima fase dell’azione legale e si ha così dato avvio alla seconda: attendere la risposta dell’Ausl che, qualora fosse negativa, verrà impugnata dai legali di ANPSE.

Grazie a tutti i soci per aver reso possibile questo primo traguardo 🎯🎯